Grafica acida: il nuovo trend grafico

By Settembre 26, 2019 Grafica & Design

Grafica acida: il nuovo trend grafico

Provocazioni, stili e principali esponenti: tutto sul nuovo trend.

“Acido” non è solo un aggettivo, ma è una parola in grado evocare tanti mondi. Da quello hippy alla psichedelia anni ’60, acid house anni ’90, rave, musica techno e Timothy Leary, scrittore e psicologo statunitense celebre per le sue posizioni a favore dell’uso delle droghe psichedeliche.

Anche dal punto di vista visivo/estetico la parola “acido” può regalarci una visione ricca di sfaccettature: spirali, optical art, spiritualità. Sono questi gli impulsi che arrivano al nostro cervello.

Oggi possiamo capire meglio il senso della “grafica acida”, poiché è nata una nuova “wave” di designer contemporanei che seguono questa visione del futuro. L’estetica “acida” di alcune decadi fa riconduceva a un immaginario composto di “amore libero e ottimismo” che non rispecchia la società moderna. Questo nuovo stile invece è composto da ironia e un cupo umorismo.

Grafica Acida McStudio
Grafica Acida McStudio

Lo stile della grafica acida

Dal punto di vista stilistico questo nuovo stile grafico viene definito da:

  • colori brillanti e vivaci;
  • tipografia sperimentale, a volte difficile da leggere (è deformata, capovolta, a volte assume l’aspetto di metallo liquido gocciolante);
  • modelli di optical art;
  • fantascienza futurista;
  • ritorno agli anni ’70: cieli distopici e panorami desertici.

Il designer e art director Hugo Hoppmann, descrive lo stile come un look “davvero alla moda” che si compone di forme “organiche” e tipografia assurda mescolati con un’estetica “heavy metal” che attinge dalla grafica rave anni ’90, sebbene creata con strumenti moderni. Il designer cita David Rudnick come ispiratore principe dell’attuale acido-mania nel mondo del design. “Vedi tante cose simili in giro, ma in realtà è tutto basato sul suo lavoro originale”, afferma Hoppmann.

Il termine “grafica acida” è strettamente legato al design techno e volantini rave. L’espansione della grafica acida è sicuramente nata per contrastare la tendenza più trendy in cui sono progettati la maggior parte delle grafiche moderne: semplice e pulite. Molti creativi sono arrivati ad un punto in cui volevano infrangere le regole della progettazione grafica: quasi un’avanguardia artistica.

Grafica Acida McStudio

Gli esponenti internazionali

In un’era in cui è semplicissimo creare progetti grafici grazie a modelli digitali di semplice utilizzo, è logico che i grafici diano vita ad una rottura per distinguersi. Conosciamo meglio alcuni esponenti e le loro opere.

Il lavoro di Anja Kaiser è spesso caratterizzato da “tipografia interrotta, layout sfocati, composizioni multiple e colori vibranti”. Mentre afferma di non avere familiarità con il termine “grafica acida”, la sua interpretazione è interessante: “Mi piace l’idea di visualizzare in modo pungente e aspro”, dice, eludendo le connotazioni allucinogene della parola “acido”.

“Immagino che l’acido possa applicarsi anche a strategie soggettive ed emotive come l’elaborazione di dissonanze visive, confusione e convivenza”, continua. “La progettazione grafica eurocentrica è carica di imperativi dominanti come la desiderabilità della semplicità e della chiarezza. Sento che la tattica acida potrebbe essere un modo per sfidare questi concetti.”

Andare in contro tendenza rispetto ai canoni tipici di bellezza e desiderabilità è una componente cruciale della grafica acida. Rudmer van Hulzen è designer e art director presso l’agenzia creativa olandese G2K , che ha curato una mostra che espone progetti di poster di club internazionali da artisti del calibro di Studio Cryo e Anna Kulachek. “Mentre molti potrebbero considerare queste opere brutte, se guardi da vicino come sono fatte e a cosa mirano, scoprirai che sono intenzionali e hanno una bellezza tutta loro. E non hai bisogno di stimoli chimici per vederlo”, afferma, aggiungendo che i poster che vibrano all’interno dello stile grafico acido devono più al punk che alla rinascita della fricchettonismo lisergico anni ’90. “Sento che ha più a che fare con un atteggiamento indipendente, simile al punk , equivalente all’estetica fai-da-te dei volantini punk Xerox ed degli anni ’80 e ’90”.

La provocazione della grafica acida

La grafica acida è, in un certo senso, una provocazione. “Stanno dicendo ‘fottiti’ e [ribellati] cose come tavolozze di colori morbidi, sfondi a tono singolo, belle foto … Immagino che vogliono contraddire tutte le cose ‘belle’ che escono da certe agenzie”, dice il designer Mindaugas Gavrilovas di Studio Cryo. 

Un trend senza dubbio da tenere d’occhio in quanto rappresenta un nuovo modo non solo di vedere l’arte ma anche il mondo.

Fonte: “Acid Graphics Are the New Psychedelia – With a Heady Dose of Cynisism”, Emily Gosling, 2019

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